Esistono davvero Le Penalizzazioni Di Google?

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Questo è il motivo per cui ci accorgiamo di essere stati penalizzati solo dopo Consulente seohttps://www.francodane.it/ www.seogarden.net/ – qualche mese.

Penalizzazione per eccesso di TAG: Molti webmaster per far indicizzare molte pagine del sito inseriscono molti tag per ogni pagina in modo da moltiplicare il numero delle pagine da far indicizzare. Penalizzazione per eccesso di backlink: Pratica spesso utilizzata in modo inappropriato da molti webmaster linkando il sito esternamente con la medesima anchor text. Contenuti duplicati: Pagine copiate da altri siti non riescono a posizionarsi adeguatamente. Tempo di caricamento delle pagine. Con Coffeine, Google ha lanciato una nuova era, volta alla possibilità di immagazzinare quanti più dati possibili, conseguentemente pagine lente nel caricamento verranno penalizzate. Si dovrà agire lato SEO e lato SERVER per migliorare le prestazioni del sito. Phraserank: E’ un algoritmo di Google che penalizza quelle pagine laddove il loro contenuto non è come quello che Google si aspetta di trovare dal titolo. Anche qui Google tende a scoraggiare coloro che usano software automatici per la generazione di content. Errori nascosti: Sono quelli che solo l’occhio esperto può individuare, magari analizzando i log del server e del sito che molto spesso possono dare ottime indicazioni.

  • Le pagine attaccate da hacker
  • Presenza di numerose pagine 404 (pagine non trovate)
  • Elenchi di numeri di telefono senza un sostanziale valore aggiunto
  • DIGITAL PR E SOCIAL SHARING
  • Il grado di difficoltà e il numero di concorrenti
  • Brutti Contenuti

Le parole chiave o keywords rappresentano una delle principali preoccupazioni per il marketing su internet. Non dare per scontato che qualsiasi contenuto scrivi è in grado di fornire buoni risultati in termini di click (o visite) e possa facilmente essere trovato dagli utenti che navigano nella rete.

È necessario sviluppare il contenuto intorno a parole chiave altamente mirate che possono intercettare utenti interessati. Ricorda, inoltre, che il contenuto di un post rappresenta il tuo marchio e, di conseguenza, è necessario selezionare e utilizzare le parole chiave che creeranno la giusta impressione e rispondono ai suoi valori. È anche molto importante sapere che attraverso una corretta analisi delle parole chiave, è possibile scoprire le frasi e le parole più ricercate e inserirle nelle tue campagne di marketing. Alcuni clienti avanzano richieste molto specifiche e non si limitano a comprare qualsiasi prodotto trovano online, scrutano i prodotti per determinare se possono veramente soddisfare i loro bisogni. Per esempio, non tutti vogliono solamente “cosmetici bio”, ma rendono più specifica la ricerca (“cosmetici bio economici”) o la geolocalizzano (“cosmetici bio Milano”). Ancora, c’è chi non cerca il termine “cosmetici” ma nei motori di ricerca usa “trucchi”. Quindi, occorre avere chiaro il target a cui si vuole puntare, l’obiettivo che si vuole raggiungere e le parole chiave che rispecchiano contemporaneamente le caratteristiche del tuo prodotto e le esigenze dei tuoi potenziali clienti. Per individuare le parole chiave più cercate in rete, esistono diversi strumenti. Uno è lo “strumento per le parole chiave di Google AdWords” (basta cercarlo su Google, appunto). Anche i suggerimenti di Google quando si comincia a scrivere nel motore di ricerca una parola sono un buon modo per capire quello che la gente ricerca attorno a quella keyword. Francesco Margherita cura ogni aspetto riguardante la SEO www.francodane.it (Search Engine Optimization) che rappresenta la visibilità che il tuo sito e quindi la tua attività raggiungono in rete.

Ora Google non posiziona le tue pagine solamente per una parola chiave principale. Riesce anche a riconoscere l’argomento generale di cui la pagina parla. A quell’argomento sono associate diverse parole chiave. Perciò, una pagina autorevole e di valore si posiziona per molte parole chiave relative allo stesso argomento. Ribaltando il punto di vista, a te quindi conviene inserire in una pagina più parole chiave associate all’argomento che tratti. Così dirai forte e chiaro a Google di cosa stai parlando e riceverai traffico dalle ricerche che usano tutte quelle parole chiave. ATTENZIONE: in tutto l’articolo userò il termine consueto “parola chiave”. Ma come probabilmente sai, in genere si tratta di “frasi chiave”. Per semplificare le cose è ormai entrato nell’uso comune il primo termine per indicare anche gruppi di parole. C’è parecchio da fare. Andiamo un passo alla volta. Innanzitutto ti chiederai: per dindirindina, cosa diavolo è una seed keyword? In italiano potresti tradurre con “parola chiave seme”. Qui troverai una lista delle risorse utilizzate come fonte per l’articolo che stai leggendo. Controlla i titoli di queste risorse perché spesso contengono idee interessanti per le keywords legate a quell’argomento. Infine, assicurati di esaminare anche la sezione voci correlate per trovare parole chiave / argomenti simili e strettamente legati alla tua keyword principale. In questo modo puoi ottenere ancora più idee per le tue parole chiave.

Se le idee che hai raccolto fino ad ora non ti bastano, puoi provare ad utilizzare Wordstream. Si tratta di uno strumento gratuito (con un limite di 30 ricerche giornaliere) con il quale puoi effettuare la ricerca delle parole chiave a coda lunga partendo da un termine generico. Purtroppo, a differenza degli altri strumenti, non permette di esportare i risultati. Tuttavia, visto che non sono molti (pochi ma buoni), dovresti riuscire a farlo a mano senza problemi. Per ottenere i suggerimenti ti basterà aprire il tool, inserire il termine generico e fare click su “GET KEYWORD IDEAS”. Come puoi vedere con la versione gratuita non è possibile avere il Volume di ricerca (stimato da Google e da Wordstream) e la Competizione.

Occorre invece razionalizzare e focalizzarsi sulle varie tipologie di penalizzazioni specifiche per riconoscere se si e’ appunto stati “castigati”. Penalizzazioni di Google da parte di un tecnico (antispam staff team). Spesso i neofiti appunto sono presi dal panico quando si ha un calo del traffico: in realtà i siti avvolte sono stati sorpassati da qualche competitor, oppure una o più key sono scese in Serp a causa della della stagionalità.

COME SI FA A CAPIRE SE C’E’ UNA PENALIZZAZIONE DA LINK IN ENTRATA SPAMMOSI (E ANCHE IN USCITA)? Puo’ avvenire anche il contrario cioè che Google ci avvisi di manovre scorrette anche nei link in uscita. Occorre prima identificarli intrecciando i dati della SCG, di Majestic e di Ahrefs per vedere con l’ultimo in particolarmodo le ancore se sono manipolative in maggior numero rispetto a quelle di tipo brand. Cio’ potrebbe insospettire il team di Google e per evitare una penalizzazione manuale occorre contattare i gestori di tutti i siti per rimuovere tali link o almeno correggerle le ancore con altre meno aggressive tipo ad esempio di Brand.